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Le interviste

Luigi Testoni

Cosa è successo il giorno dopo il diploma?

Il giorno del diploma ed il successivo non li potrò mai dimenticare; durante la replica una delle attrici, nonché mia fidanzata, si lussò la spalla in scena; purtroppo dovemmo interrompere lo spettacolo e chiamare l’ambulanza. Assieme ai miei genitori la raggiunsi al Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina, e lì restammo fino a notte inoltrata, quando ci avvisò che un medico l’aveva visitata e aveva reinserito la spalla in sede. Così tornammo a casa per dormire giusto qualche ora, in quanto il giorno dopo ero convocato a L’Aquila per la prima lettura de l’Odissea, con regia di Andrea Baracco, lavoro per il quale ero stato scritturato alcuni giorni prima.

Grazie ai miei genitori raggiunsi per tempo il teatro; ricordo ancora come Andrea ci interruppe dopo alcuni minuti per quanto stessimo leggendo male, invitandoci a ricominciare.

Al secondo tentativo andò un po’ meglio, e dopo qualche giorno tornai a L’Aquila per iniziare le prove del mio primo lavoro, assieme a tanti altri ex allievi della Cometa e altri neodiplomati di altre accademie romane.

Cosa fai ora?

Attualmente mi sto riprendendo da un grave incidente; nel novembre 2019 ho avuto uno scontro frontale nel quale ho rotto entrambe le gambe ed il braccio destro. Sto meglio, riesco a fare molto, ma ci vorrà ancora parecchio tempo per ritrovare una sperata forma ottimale.

Nel frattempo mi sto dedicando all’insegnamento; essendo laureato in scienze filosofiche con abilitazione all’insegnamento sto lavorando come docente di homeschooling e svolgo lezioni private di tutoring per bambini e ragazzi, attendendo la riapertura dei concorsi.

Tuttavia non ho abbandonato il lavoro attoriale. L’ultimo lavoro in cui sono stato impegnato è R.U.R., mise-en-espace dell’omonima opera di K. Čapek, che dopo quasi due anni di fermo cause covid-infortunio, riporteremo in scena il prossimo 29 ottobre presso l’Università di Padova, ma negli anni successivi al diploma ho lavorato in vari spettacoli e progetti: a partire dall’Odissea di Andrea Baracco presso il festival I Cantieri dell’Immaginario de L’Aquila, passando per l’esperienza della messinscena de La Signora, tratto dalla grande pièce “La visita della vecchia signora” di F. Durrenmatt, assieme ad alcuni ex compagni ed ex allievi, con la regia di Francesca Zerilli, ex allieva regista; e poi il Decameron, con regia di Andrea Baracco, risultato di un denso lavoro laboratoriale di ricerca e riadattamento assieme a molti giovani attori provenienti da tutta Italia; come anche le ripetute partecipazioni ai Campus Teatrali organizzati dalla compagnia Anà-Thema Teatro di Udine, durante i quali si svolgevano svariate attività, dalle lezioni accademiche e di training alla preparazione di spettacoli itineranti.

Allo stesso tempo conducevo gli studi universitari, affascinanti e a mio parere utilissimi per la figura dell’attore, non solo per le nozioni e le conoscenze, ma soprattutto per lo sviluppo della capacità di pensiero critico, di analisi di problemi complessi e di selezione e ragionamento sulle informazioni, di supporto e accrescimento per l’analisi di opere, autori e personaggi, nonché fonte di duttilità e adattabilità in svariati ambiti artistici. A completare il quadro, ho dedicato entrambi i lavori di tesi a studi teatrali: in sede triennale scrivendo una tesi dal titolo L’attore a lavoro – Grotowski, Mejerchol’d e Stanislavskij a confronto, nel quale affrontavo la vita, il pensiero e più specificamente il lavoro con l’attore dei tre maestri, mentre in sede magistrale dedicandomi all’interdisciplinarità tra Teatro e Neuroscienze – I neuroni specchio nel lavoro dell’attore.

In questo momento sto cercando di portare avanti questo studio, avendo partecipato ad alcuni incontri del lavoro di ricerca condotto da Luca Spadaro, regista di Teatro d’Emergenza di Lugano, Daniele Vagnozzi, attore laureato in psicologia, e Marta Calbi, ricercatrice di neuroscienze presso l’Università di Parma. Cosa sono le emozioni? Come è possibile ricreare un processo emotivo in scena? Cosa accade quando qualcuno osserva ciò che facciamo? E cosa accade a noi? Queste sono alcune delle domande alla base di tale ricerca. Mi sembra che questo sia un ambito che meriti di essere indagato profondamente soprattutto alla luce delle importanti scoperte neuroscentifiche avvenute riguardo il funzionamento dei meccanismi dei neuroni specchio e in quanto insegnante ho rivolto tale interesse anche al momento educativo e formativo, dal momento che nella relazione allievo-maestro tali neuroni avranno evidentemente un ruolo centrale, così come le emozioni stesse, componenti imprescindibili dei processi di apprendimento.

A livello di lavoro attoriale sto sfruttando l’handicap fisico per potermi concentrare sulla sfera psico-emotiva dell’attore, attraverso anche un lavoro di consapevolezza condiviso sia dalla ricerca stessa che da colleghi e enti come la rete e il training promossi da Arete

C’è qualcosa che ti porti dietro dei tempi in cui eri un allievo?

Mi porto dietro tantissimo dai tempi in cui ero allievo: non solo un piccolo training quotidiano e quel rafforzamento della volontà che mi hanno prima spinto e poi permesso di affrontare gli studi universitari in una maniera che mai mi sarei aspettato, ma anche un sostegno nei momenti più difficili successivi al mio incidente, quando ho dovuto reimparare a camminare e durante il quale numerosi esercizi svolti negli anni d’accademia mi hanno aiutato a resistere e superare quell’incubo.

Tuttavia negli anni e in tutti i lavori svolti le conoscenze raggiunte durante gli anni in accademia sono state importantissime; senza una preparazione e un bagaglio come quello fornito dall’esperienza in Cometa non avrei potuto raggiungere tantissimi traguardi e non avrei potuto lavorare in certi ambiti. Ovviamente ciò che si impara nei tre anni di scuola va applicato, ampliato, rielaborato ed incrementato continuamente, cimentandosi e confrontandosi in svariate realtà ricche di eventi, richieste, persone e colleghi differenti.

Ah dimenticavo, mi porto dietro anche un fantastico coinquilino, amico ed ex compagno di classe, con il quale, a parte una breve interruzione di qualche anno, convivo fin dai primi tempi di Cometa!

Luigi Testoni si è diplomato nel 2014. Ha recitato negli spettacoli Odissea e Decameron per la regia di Andrea Baracco, oltre che in numerosi progetti tra i quali: La Signora, regia di F. Zerilli; vari Campus teatrali presso la compagnia Anà-Thema Teatro di Udine; Il sonno del mostro, regia di G. Paupini; R.U.R., mise-en-espace tratta dall’omonimo testo di Karel Čapek con regia di F. Zerilli. Nel 2018 si è laureato in Filosofia e nel 2020 in Scienze Filosofiche con la tesi magistrale dal titolo Teatro e Neuroscienze – I neuroni specchio nel lavoro dell’attore.


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