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Le interviste

Francesca Zerilli

Cosa è successo il giorno dopo il diploma?

Non proprio il giorno dopo ma molto poco tempo dopo ero al Teatro Argentina con Fabrizio Arcuri a fare l’esperienza folle e bellissima di Ritratto di una Capitale. Un’iniziazione al mondo del lavoro col botto, direi. Ho seguito con lui 24 ore di spettacolo, entrando in contatto con un enorme numero di attori, ma soprattutto con tutte le diverse maestranze che uno spettacolo così grande necessita: credo molto nella comunicazione tra reparti, e parte del lavoro che sto facendo adesso in questo senso sicuramente trae le sue radici da quella prima esperienza lavorativa.

 

Cosa fai ora?

In questo momento sono in tournée come tecnico luci e light designer, ho appena portato al Teatro Biblioteca Quarticciolo una mia regia e sto lavorando ad un nuovo progetto di cui abbiamo mostrato i primi venti minuti a Carrozzerie NOT nella rassegna Tornerà un altro inverno.
Quest’anno ho fondato Limelight, una scuola di illuminotecnica che sta prendendo piede coi suoi primi corsi. La scuola è pensata come percorso professionalizzante per elettricisti teatrali, ma anche come ponte tra i diversi mestieri del teatro: come dicevo credo molto nella comunicazione tra reparti. L’idea alla base è avere contemporaneamente dei percorsi di avvicinamento e comprensione della materia per tutti coloro che non sono tecnici, e viceversa di mettere in contatto i tecnici che si formano da noi con quello che vuol dire lavorare negli altri campi dello spettacolo dal vivo. Quindi per essere concreti abbiamo un corso per attori che li aiuti a prendere bene le luci anche in situazioni emotive molto coinvolgenti e di contro i nostri allievi del biennio professionalizzante faranno un piccolo modulo di recitazione in cui sperimenteranno cosa vuol dire relazionarsi con il lavoro dell’attore.

C’è qualcosa che ti porti dietro dei tempi in cui eri un allievo?

La convinzione che lo spettacolo sia una collaborazione di menti e corpi diversi, che sia una creazione collettiva in cui ciascuno mette la sua professionalità e partecipa con una parte della sua visione artistica.
Il pensiero rassicurante che in fondo è un mestiere pratico, che l’importante è che una cosa funzioni, al di là delle elucubrazioni mentali.
La possibilità di potermi preparare (e di poter preparare i miei attori) con una grande quantità di esercizi di training diversi, a seconda delle necessità della giornata, del momento o dello spettacolo.

 

Francesca Zerilli si è diplomata come regista e attrice al Centro Internazionale La Cometa di Roma nel 2014, e nello stesso anno ha conseguito una laurea triennale in Dams all’Università degli studi di Roma Tre.

Lavora anche come light designer dal 2018.

Ha lavorato come assistente alla regia di Lisa Ferlazzo Natoli (2014-2020 IF/Invasioni (dal) Futuro, 2015-2017 Lear di Edward Bond, 2017 Les Adieux) e collaborato con lacasadargilla nella regia de Il Toro Bruno di Norrowa nel 2018.

Nel 2015 ha curato la regia e l’adattamento de L’ora difficile tratto da Densvårastunden di PärLagerkvist.

Nel 2017 ha fatto da assistente alla regia di tutte le produzioni dell’Accademia degli artefatti, e ha lavorato con Fabrizio Arcuri in numerosi altri progetti (2014-2015 Ritratto di una Capitale, 2015 Sweet Home Europa, come assistente; 2016 Candide, 2017 Ritratto di una nazione, come assistente e attrice; 2017-2019 La Festa di Roma come assistente all’evento).

Nel 2021 cura la regia di del Minotauro e di altre Bestie, con la collaborazione di Theatron 2.0, lacasadargilla, il Centro Internazionale La Cometa e il Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma.

Nel 2022 porta i primi 20’ di Marco se n’è andato e non è Francesca alla rassegna Tornerà un altro inverno curata da Carrozzerie NOT.

Nel 2021 fonda Limelight, scuola di illuminotecnica.


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