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Le interviste

Emanuela Bernardi

Cosa è successo il giorno dopo il diploma?

Mi sono diplomata nel 2007 e da quel giorno ho iniziato a percorrere molte strade continue e discontinue con salite e discese.
Sono rimasta a Roma fino a quando nel 2009 sono andata a vivere a Madrid e Barcellona e da li sono iniziate a cambiare un po’ di cose.
Ritornata a Roma ho fatto un Master Ditals per perfezionarmi come insegnante d’italiano per stranieri e mi sono laureata con una tesi del titolo “Apprendiamo l’italiano con le metodologie teatrali”.
Questo mi ha portato a vivere un periodo in Argentina, a Cordoba, dove ho iniziato a insegnare teatro in Italiano presso l’istituto Dante Alighieri.
Sono tornata un’altra volta in Italia e ho vinto un bando con lo stesso progetto “ Apprendiamo l’italiano con le metodologie teatrali”. Ho insegnato per varie Ong, facendo progetti per richiedenti asilo e abbiamo realizzato lo spettacolo “IL MARE è DENTRO DI NOI”.
Con lo stesso progetto ho lavorato all’Università di Birmingham con studenti adolescenti.

Nel 2016 sono tornata a Buenos Aires.

Cosa fai ora?

Dal 2016 sono arrivata a Buenos Aires con il sogno di fare un mio spettacolo come regista e attrice.
Sono entrata a far parte del “Centro cultural italiano E.D.Amicis” dove lavoro come insegnante d’italiano e di teatro in italiano.
Parallelamente sono entrata in contatto con la scuola di Timbre 4 di Claudio Tolcachir dove ho imparato un nuovo modo di vedere il teatro e condividerlo.
Ho frequentato la scuola fino al 2020.
Nel 2018 ho fatto il mio spettacolo “Nave antiespacial” come regista.
Nel Frattempo vari spettacoli come attrice e nel 2019 ho lavorato come produttrice e interprete presso “Complejo teatral de Buenos aires“ con il progetto della compagnia di Virgilio Sieni “Cammino popolare“.
Nel 2020 con la regia di Melida Hermida, attrice e regista conosciuta nell’ambito teatrale argentino,abbiamo creato una web serie nella quale ho lavorato come attrice, assistente alla regia e produzione.
Sempre all’inizio del 2020 ho partecipato ad una produzione Italo-Argentina con la compagnia di Pippo del Bono per il Festival Fiba, festival internacional de Buenos Aires.
Poi ho creato e diretto un altro spettacolo, “Le rondini”, adattamento delle tre sorelle di Cechov.
Qui ho sperimentato qualcosa di nuovo:
il primo atto è un documentario, il secondo è un audiovisivo per zoom e il terzo è in teatro.
Con questo spettacolo nel novembre 2020 ho vinto Proteatro che è un bando dello stato di Buenos Aires per la produzione teatrale e quest’anno ci sarà la prima sia audiovisiva che teatrale.

C’è qualcosa che ti porti dietro dei tempi in cui eri un allieva?

Sicuramente la disciplina, il rispetto degli orari dei tuoi compagni, professori e registi.
Sicuramente non può mai mancare il mio training personale prima di cominciare qualsiasi cosa.

 


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