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Martina Sagone debutta con “Mezzo chilo”

Al termine della residenza artistica che ha accompagnato per tutta l’estate il percorso dei due allievi registi del terzo anno, Niccolò Macchi e Martina Sagone, siamo lieti di annunciare la presentazione dei loro rispettivi spettacoli.

A chiudere questo percorso sarà Martina Sagone con “Mezzo chilo”, spettacolo liberamente ispirato all’omonimo testo di Serena Guardone, in scena il 9 e il 10 ottobre alle ore 20.30 al Teatro Flaiano di Roma (Via di S. Stefano del Cacco 15).

Quando ho chiesto a Serena Guardone di poter mettere in scena il suo testo, mi ha risposto:

«Sono davvero felice che Mezzo chilo possa diventare parola di qualcun altro oltre a me!»

Questa frase mi è rimasta dentro.

Mi ha fatto pensare alla solitudine che spesso accompagna i disturbi del comportamento alimentare: alla difficoltà di raccontare ciò che accade dentro il proprio corpo, alla vergogna, al senso di incomprensione.

Da qui nasce la necessità di portare Mezzo chilo in scena: non per spiegare cosa sia un disturbo alimentare, né per offrire una soluzione, ma per creare uno spazio in cui un’esperienza spesso vissuta in silenzio possa essere raccontata e condivisa.

Nel testo della Guardone ho incontrato un corpo attraversato da una contraddizione continua: un corpo che desidera e contemporaneamente si nega, che cerca libertà e costruisce regole sempre più rigide. Ho sentito quindi la necessità di rendere visibile ciò che normalmente rimane interno.

Da qui nasce la scelta di sdoppiare la protagonista.

Le due presenze non sono due personaggi distinti, ma due dimensioni della stessa persona: il desiderio e il controllo, l’impulso e il giudizio, il bisogno di lasciarsi andare e quello di misurarsi continuamente. Portarle fuori dal corpo significa dare forma scenica a un conflitto interiore, senza però separare davvero le parti che lo compongono.

Entrambe appartengono alla stessa persona, entrambe custodiscono un bisogno, una paura, un desiderio. Il loro rapporto è fatto di scontro, ma anche di dipendenza e riconoscimento reciproco: si respingono e si cercano perché, in fondo, non esiste l’una senza l’altra.

Il corpo diventa così il centro dello spettacolo: un luogo in cui si depositano gli sguardi degli altri, le aspettative e il giudizio, fino a trasformarsi in casa, giudice e campo di battaglia.

Anche il frigorifero, elemento concreto e quotidiano al centro della scena, entra in questo universo e assume significati diversi: rifugio, tentazione, prigione, oggetto del desiderio e del controllo.

La mia regia non cerca di risolvere il conflitto.

Alla fine non c’è una vittoria, c’è un ritorno all’origine, due corpi che tornano a essere uno, portando con sé tutto ciò che hanno attraversato. Forse uscire dalla solitudine non significa mettere a tacere le proprie voci, ma riuscire ad ascoltarle.
“Portare Mezzo chilo in scena per me significa proprio questo: trasformare qualcosa che spesso viene vissuto in silenzio in qualcosa che può essere guardato, ascoltato e condiviso”.

Martina Sagone

Mezzo chilo

Regia: Martina Sagone
Con: Veronica Aprile e Ilenia Festa
Disegno luci: Francesca Zerilli
Aiuto regia: Andrea Zenobi
Tutor: Matteo Finamore e Francesca Zerilli