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Incontro con Fabiana Iacozzilli per OLTRE

L’ultima volta che Fabiana Iacozzilli è stata al Centro Internazionale La Cometa era per curare il Progetto di Alta Formazione di Scrittura Scenica con le allieve e gli allievi del terzo anno del Triennio   A.A.2021/2024.

Oggi torna nella scuola dove è stata allieva per incontrare i nuovi studenti e raccontare la nascita del suo nuovo spettacolo OLTRE, in scena al RomaEuropa Festival al Teatro Vascello dal 12 al 16 novembre 2025.

Anche questa volta accanto a lei, come in molti dei suoi progetti recenti, c’è Cesare Santiago Del Beato, aiuto regista, diplomato al Triennio di Recitazione della Cometa e da anni suo collaboratore artistico.

L’incontro ha visto gli studenti molto partecipi e curiosi: hanno posto numerose domande, fatto riflessioni personali e osservazioni anche grazie al fatto che avevano già visto lo spettacolo, creando così un vero proprio dialogo con Fabiana.

Diplomata nel 2002 al Triennio di Regia presso l’Accademia Centro internazionale La Cometa, inizia da subito la sua carriera lavorativa: dal 2003 al 2008 è regista assistente di Pierpaolo Sepe e Luca Ronconi, nel 2008 fonda La fabbrica dell’Attore, compagnia della quale è direttrice artistica dal 2008 al 2018 e nello stesso anno debutta al RomaEuropa Festival con La Classeun docupuppets con cui vince il Premio UBU 2019 per il miglior progetto sonoro, il Premio In-Box 2019 e il Premio ANCT (premio della critica).
Nel 2020 debutta con Una cosa enorme alla biennale di Venezia, replica nel 2021 al RomaEuropa Festival e termina la “Trilogia del Vento” con  Il grande vuoto a REF 2023.

Con OLTRE, scritto insieme alla drammaturga Linda Dalisi, Fabiana Iacozzilli riprende il suo percorso di esplorazione del “materiale umano”. Il disastro aereo delle Ande del 1972 diventa il punto d’origine di una riflessione più ampia sulla condizione estrema dell’essere umano oggi.

Insieme a Fabiana pensiamo che il teatro è ancora un potente mezzo di comunicazione, uno spazio dove non tutto deve essere mostrato, perché la sua forza sta proprio nell’attivare l’immaginazione dello spettatore come anche scrive Maddalena Giovannelli nella presentazione dello spettacolo

…”Fabiana Iacozzilli mi sembra invece fidarsi ancora del teatro e della sua capacità immaginifica, del suo specifico, della possibilità di distanziare il nostro sguardo per renderlo più lucido. OLTRE non ci darà quello che forse inconfessabilmente desideriamo, cioè la pornografia della commozione, la condivisione del privato, la rappresentazione di quell’atto indicibile che ci attrae e ci respinge. La lezione della tragedia greca è chiara, anche se continuiamo a dimenticarla: si può (e si deve) discutere in pubblico ogni forma di violenza, purché questa rimanga fuori dalle porte, oscena. Da qualche parte Atreo ha imbandito per Trieste un banchetto di resti umani, ma in scena il piatto non arriverà: vedremo piuttosto evocatori e narratori, e soprattutto un coro che da quel tremendo pasto cercherà di imparare qualcosa…”